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Ogm, l'Ue bacchetta l'Italia: la reazione degli agricoltori

Secondo il diritto Ue, qualora non sia accertato che un prodotto geneticamente modificato possa comportare un grave rischio per la salute umana, degli animali o per l'ambiente, né la Commissione né gli Stati membri hanno la facoltà di adottare misure di emergenza quali il divieto della coltivazione, come fatto dall'Italia nel 2013. È quanto indicato dalla Corte di giustizia europea in una sentenza emessa oggi, mercoledì 13 settembre. La sentenza della Corte riguarda il caso di Giorgio Fidenato, l’agricoltore friulano penalmente perseguito nel nostro Paese perché nel 2014 piantò mais ogm autorizzato dall'Ue nonostante un decreto interministeriale del 2013 ne vietasse la coltivazione. A Colloredo di Monte Albanno abbiamo raccolto le reazioni di alcuni agricoltori: nell'ordine Leandro Taboga, Daniele Mansutti e Claudio Forgiarini (interviste e video a cura di Luciana Idelfonso).

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