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Khaled e la vita normale rubata dalla guerra in Siria

Dalla guerra in Siria all'inferno della Libia, dalla "vita normale" conquistata in Svizzera al respingimento in Italia, dove è arrivato ammanettato senza aver commesso alcun crimine. Quello che Khaled rimpiange della sua Damasco è la quotidianità: la palestra, gli amici, il lavoro, l'università. Rubata da potenze grandi e imperscrutabili che non riesce a comprendere fino in fondo. La domanda che resta è: "Perché proprio la Siria?" (di Andrea Scutellà)

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