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Prescrizione, Bonafede: "C'è accordo per il 2020". Bongiorno: "Sì ma vincolato a riforma processo penale"

Stop alla prescrizione per tutti i reati dopo il primo grado come proposto dal Movimento 5 Stelle. Approvazione del provvedimento immediata all'interno del ddl anticorruzione, ma rinvio della sua entrata in vigore al gennaio 2020, dopo il varo nel 2019 della riforma del processo penale chiesta dalla Lega. E' questa la soluzione trovata dopo giorni di polemiche, in un vertice a palazzo Chigi con il premier Conte, i ministri competenti sulla materia e i vicepremier Di Maio e Salvini. All'orizzonte si profila però un nuovo terreno di scontro: cosa succederà se entro il 2019 la riforma del processo penale non venisse realizzata? Il blocco della prescrizione scatta comunque o sarà prevista una clausola di salvaguardia? "Assolutamente no, la norma entra in vigore comunque nel gennaio 2020", risponde il ministro della Giustizia M5S Boanafede, ma la collega ministra della Pa in quota Lega Giulia Bongiorno lo smentisce: "In quel caso ci risederemmo al tavolo per valutare nuove correzioni". E se il governo cadesse prima? "Se dovesse cadere il governo, il blocco della prescrizione una volta approvato entrerebbe in vigore lo stesso", afferma lapidario il ministro per i Rapporti con il Parlamento Fraccaro, mentre Bongiorno: "Non ragiono con i se, ma la cronologia dei due provvedimenti dà la risposta".
 
Video di Marco Billeci

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