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Riso e pacciamatura a Ferrera

Teloni neri attorno alle piantine di riso al posto dell’acqua. Potrebbe essere questo, in futuro, il paesaggio delle risaie lomelline, prime con il Pavese per superficie in Europa con 84mila ettari. Se n’è parlato alla cascina Confaloniera di Ferrera Erbognone, dove il proprietario Mario Cicogna Mozzoni ha coordinato la visita guidata in campo del progetto Subris, dedicato alla subirrigazione del riso (in cui l’acqua è distribuita attraverso tubazioni sotterranee) e cofinanziato dalla Regione Lombardia. «Lo studio è giunto al terzo anno – hanno spiegato i coordinatori del progetto – e pone a confronto la gestione convenzionale della risaia sommersa, cioè ricoperta d’acqua, con quella innovativa che prevede la subirrigazione con semina a file interrata e la pacciamatura con film (telo nero) biodegradabile». Nel progetto sono coinvolte la riseria Parboriz di Mortara, le UniversitĂ  degli studi di Torino e di Pavia, le aziende agricole Confaloniera, Biemme, Pinchiarola e “Coppo e Garrione”, e Netafim, azienda del settore dell’irrigazione di precisione. L’adozione della subirrigazione, tecnica adottata fra l’altro nelle campagne dell’Oltrepo e del Tortonese coltivate a ortaggi, combinata alla pacciamatura con film biodegradabili, permette di far arrivare l’acqua necessaria per la coltivazione mediante una rete di tubazioni posizionate al di sotto della superficie del suolo. (video Morandi)

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